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06/06/09 - 6 H PARCO DEL BARBOJ - LESIGNANO DE' BAGNI (PR)

09/06/2009

 
PARTE PRIMA
Barboj in dialetto locale significa che borbotta, il fenomeno che fa' ribollire le pozze d'acqua e' dovuto ai gas sotterranei che scaturiscono dalla sedimentazione di varie sostanze lasciate dal mare quando occupava la pianura padana.
E' in questa terra di tortelli e lambrusco che troviamo 2 protagonisti KULAMULA, Pierre alias SAETTA e Francesco alias GECO che si posizionano ai blocchi di partenza di questa IIa edizione della 6h del Parco del Barboj di MTB organizzata dal gruppo ASD KINO MANA.
La verde vallata che ospita il villaggio sportivo e' caratterizzata da crinali e calanchi che la cingono, il percorso misto si snoda su strade bianche, pietraie e attraversamenti di ruscelli e lingue di asfalto, il meteo e' caratterizzato da vento forte, nuvole altalenanti, gocce di pioggia sporadiche, sole deciso.
Alle 13.00 ora italiana partenza tutti di corsa nell'ormai famoso stile Le Mans, Pierre prende subito il ritmo, io parto!
Il dislivello di 280m su 6/7km di percorso e' selettivo fino dalle prime battute di gara, chi e' partito oltre i propri limiti annasperà nell'acido lattico e io la mia "barretta energetica" l'ho esaurita subito, mentre Pierre rispettando la tabella del suo PERSONAL TRAINER (Silvia) ed esibendo uno stato di forma ottimo e mostrando regolarita' chiude la 6h del Barboj al 5°posto assoluto di categoria. Bravo Pierre e la STANDING OVATION e' tutta x te.
 
Geko

PARTE SECONDA
Da quando un mese fa circa il Geko ( Francesco Bazzani) mi propose di partecipare alla 6 h  del Parco del Barboj, sino a qualche minuto prima del giro ricognitivo per me questa era una gara come un’altra, ma poco dopo mi sono detto: “ma che cosa mi è venuto in mente !!!!!”
Percorso di circa 7 km, 280 m di dislivello, salite irte con pendenze del 15%-23%, guadi, lunghe e velocissime discese su pietraie; insomma un vero percorso duro e selettivo che devo affrontare per 6 h e per di più da singolo.
Inoltre ci si mette anche il meteo a complicare il tutto: sole, gocce di pioggia in alternanza ed un vento fortissimo e costante ci mette in grossa difficoltà soprattutto nei passaggi sui crinali.
Ore 13.00 partenza stile Le Mans.
I primi giri li affronto facilmente, pieno di energie e di fare agonistico, ma successivamente metro dopo metro ragiono, penso, rifletto di tattica ed è così che il Pierre della ragione incomincia a farsi largo ed ad interloquire e ad imporsi sul Pierre competitivo, cosicché capisco che la gara da singolo deve essere affrontata diversamente; metto così da parte impulsività ed impeto agonistico e lascio spazio al logica cercando di gestire al meglio forze fisiche e capacità mentali tali da garantirmi costanza e continuità nella pedalata.
Altro aspetto che ben presto capisco sia fondamentale è l’alimentazione: barrette, sali e ricostituenti energetici vengono da me regolarmente assunti giro dopo giro ad intervalli regolari, grazie soprattutto al prezioso contributo di Silvia (mia moglie) fondamentale e personale supporto logistico di bordo pista.
Alla fine delle 6 h stringendo i denti ho completato 13 giri per un totale di 91 km e 3640 m di dislivello (dati scaricati dal mio Garmin), giungendo 5° su 40 nella classifica solitari e 28° su 78 team nella classifica generale.
 
Pierre

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