Eventi

24h MTB

12h

6h

 

17-18/10/09 - 24 H PALLADIO

20/10/2009

 
24H Palladio….come in un film!
 
Il racconto dei KM che hanno vissuto in diretta l’ultima tappa della “24 CUP” potrebbe iniziare con una delle frasi più celebri: “Io ne ho...viste cose che voi umani non potreste immaginarvi (da: Blade runner)”.
 
Sabato mattina ore 8.30: il sole pallido lotta contro la temperatura rigida, che da un paio di giorni attanaglia il nord della penisola italica.
I KM alla spicciola arrivano al campo di gara: montano tende, scaricano generi alimentari, puliscono le armature, ma soprattutto lucidano e controllano sino alla paranoia lo strumento che può portare alla vittoria o all’oblio…perché in fondo “l'uomo è ossessionato dalla dimensione dell'eternità, e per questo si chiede: le mie azioni riecheggeranno nei secoli a venire? (da: Troy)”.
 
Non si riesce a capire se il silenzio dell’accampamento è dovuto al freddo polare o alla paura della battaglia imminente….forse manca la voce del leader, colui che infonde nei combattenti lo spirito di vittoria.
E come in un film, arriva il nostro Generale a cavallo della sua Alfa Romeo 156 blu metallizzata; in un attimo coglie la tensione dei suoi uomini, sale sul cofano e dice quelle parole che solo lui sa trovare in questi momenti: “siamo alla vigilia di un giorno che il mondo ricorderà per anni e anni e sapete una cosa? mi dà i brividi esserci. (da: Il giorno più lungo)”.
 
A dirla tutta, Valter non ha capito se i “brividi” a cui lui si riferisce derivano dall’adrenalina del momento o dal freddo: in fondo si sente più vicino a Sid, il bradipo dell’Era Glaciale, che a un valoroso soldato dell’Impero Romano distaccato nel “castrum” cremonese.
 
Sulla linea di partenza, le armate a difesa delle posizioni di classifica sono rappresentate da: “I 4 dell’oca selvaggia (Geko, Pino, Alessandro e Lotta)”, “Quella sporca dozzina (mezza) + uno (Pierre, Gippo, Turbo, Ivano, Massimo, Simone e Valter)…e gli 8 del “Campari” (Beppe, Checco, Ferdi, Claudio, Nicola, Otto, Claudio e Daniele). Oltre a gl

oriosi e combattivi solitari: Livio, Lillo, WonderRaffa e Luciana.
 
Al dodicesimo rintocco del campanile della chiesa parrocchiale di Sossano (per gli storici dell’arte dedicata a San Michele) il Generale estrae dal fodero il cronometro, si allaccia il casco e arringa l’esercito dei KM…“Sono Massimo detto Anso, presidente delle legioni Kula Mula, e avrò la mia gloria in questa tappa…....Forza e Onore ...al mio segnale scatenate l'inferno!!! (libera interpretazione da: Il Gladiatore)”.
E all’unisono i prodi ciclisti-guerrieri rispondono: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a pedalar. (da: Blues brothers)”….e giù a pestare su quel veicolo a propulsione muscolare umana costituito da un telaio, cui sono vincolate due ruote allineate una dietro l'altra e dotato di un sistema meccanico per la trasmissione della potenza alla ruota motrice.
 
A differenza di quanto diceva Forest Gump: “l'importante in una corsa non è il risultato finale ma quello che senti mentre corri”, ai KM interessa unicamente il risultato finale.
 
Pronti, via…turni scadenziati e cambi precisi al secondo.
 
Il nostro Generale è il metronomo della squadra, sino a quando la luce del sole ha illuminato il campo di battaglia: l’obiettivo non è solo difendere la posizione in classifica, ma dimostrare che lo spirito di squadra e il sacrificio valgono di più di un esercito di mercenari nelle loro armature gialle. 
 
La battaglia è estenuante, l’adrenalina scorre più intensa del campari e dello chardonnay, alla terza ora si incomincia a contare se e di quanto i KM stanno cedendo al nemico.
Le forze in campo sono sproporzionate, ma lo spirito degli uomini con il fantasmino è alto sugli scudi.
 
Il Generale riunisce a sé i centurioni – Geko per la centuria dell’Oca Selvaggia, Pierre per la centuria della “Mezza dozzina + 1”, Checco per la centuria del “Campari” – e sulla base di inspiegabili calcoli matematici considera le perdite sinora subite come accettabili, anzi ben al di sotto delle più pessimistiche attese.
Con il genio di Pitagora, il Generale Max proietta il risultato delle prime tre ore alle restanti ventuno e, mentre i valorosi ciclisti guerrieri che assistono al briefing tengono in caldo gli organi riproduttivi, libera la centuria del “Campari” dal piano B, elaborato in settimana: rinuncia al sacrificio di uomini pronti a farsi esplodere al passaggio delle milizie del “gatto nero”. 
 
Mentre su Sossano calavano le prime luci della sera (da: Nick Carter), l’accampamento si prepara per la lunga notte. Il centurione Pierre appena finito il suo turno di battaglia, con l’armatura ancora impolverata, confida a Valter della coorte di Augusta Taurinorum il proprio momento di sconforto: siamo solo alla sesta ora!
Anche Valter, prova la pesantezza della situazione, ma è ancora più convinto che i KM non possono cedere ai sassoni, non devono tradire la fiducia del Generale e la gloria della nazione. Propone di superare il momento di sconforto con un carico di carboidrati e accompagna il proprio centurione alla mensa delle milizie.
La mensa offre il minimo indispensabile per un guerriero ciclista – pasta, frutta, acqua e tortina confezionata – ma soprattutto offre il caldo di un focolare.
 
La mensa però non è portatrice di buone notizie. I due valorosi – Pierre e il savoiardo – incontrano Simone della coorte di Aquilia (oggi Laigueglia). Il suo viso non promette nulla di buono. Il colore verde della pelle è foriera di pessime notizie. Incrociano forchetta e coltello e mentre l’ancella Barbara tenta di bloccare Simone alla sedia, Pierre e Valter urlano: “Esci da questo corpo (da: L’esorcista)”. Il rimedio non avrà un effetto a lunga durata e alle tre del mattino, Simone si ritira dalla battaglia.
 
Purtroppo non sarà il solo valoroso a scendere dalla bicicletta, il glorioso Massimo nonostante un potente impianto di illuminazione ha lasciato contro un filare la propria spalla destra. Impotente a sostenere il gladio nei duri scontri corpo a corpo contro i “gatti neri”, mesto si ritira nella propria tenda.
 
La nostra sporca “Mezza dozzina + 1”, proprio nel momento più duro della battaglia, ovvero nella notte, quando temperature, tenebre, stanchezza si fanno aggressive, si ritrova in “Mezza dozzina meno 1”.
Sul campo a lottare per l’onore dei KM restano il centurione Pierre, il savoiardo Valter e gli alleati di Mediolanum – Turbo, Gippo e Ivano. “Il coraggio non è mai stato non avere paura, le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, e le ribaltano a loro favore usandole per diventare ancora più forti...(da: L’ultimo giorno)”.
 
Il buio e il freddo della notte, le trappole dei nemici, le ombre dei filari che scambi con le figure dei sassoni, ma soprattutto le insidie dei sentieri….tutto sembra contro di te. In questi momenti devi trovare nel tuo animo gli insegnamenti del maestro Yoda: “Cancella la tua mente e vedrai il sentiero ….che la forza sia con Te (da: Star war).”
 
Alle prime luci dell’alba (diciamo abbondantemente dopo colazione) il Generale ricompare sulle truppe. Vede negli sguardi dei suoi uomini l’incertezza nella battaglia. Chiama a se il fido Checco della centuria del “Campari” ed elaborano la strategia finale.
L’impiego delle risorse rimaste disponibili è fondamentale per la difesa della posizione sinora acquisita.
Il Generale sulla collina (forse era “dietro” la collina..??) e Checco in zona partenza a regolare i cambi per le ultime estenuanti ore. E i guerrieri ciclisti giù a menar fendenti sui pedali.
 
Il Generale vedendo i sacrifici e le sofferenze dei suoi uomini ha scolpito nel suo animo la più toccante delle frasi a lui attribuite: perchè i KM (le canzoni) non ti tradiscono, anche chi lo è (le fa) può tradirti, ma i KM (le canzoni), i tuoi KM (le tue canzoni), quelli (quelle) che per te han voluto dire qualcosa, li (le) trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarli (trovarle), intatti (intatte), non importa se cambierà chi sta pedalando (le ha cantate), se volete sapere la mia, dei KM (delle canzoni), dei vostri KM (delle vostre canzoni) vi potete fidare (da: Radiofreccia)”.
 
La Chiesa di San Michele rintocca il dodicesimo “don” e all’improvviso sale l’urlo liberatorio dei guerrieri: “Generale, la guerra è finita, il nemico è scappato, è vinto, è battuto, dietro la collina non c'è più nessuno, solo aghi di pino e silenzio e funghi buoni da mangiare, buoni da seccare, da farci il sugo quando è Natale, quando i bambini piangono e a dormire non ci vogliono andare”.
 
Le centurie rientrano vittoriose all’accampamento. Anche la nostra ancella Barbara, stravolta nel suo lottare in solitaria, ritrova Simone che sonnacchioso le apre la tenda. La giovane donna, sempre più somigliante a Jessica Rabbit, sorpresa dice: "Ehi hai una pistola in tasca o sei solo felice di vedermi? (da: Chi ha incastrato Roger Rabbit?)”.
Ma interviene prontamente il centurione Pierre: “tranquilla, riponi le speranze. Ha dimenticato il ripara gomma nella tasca dei pantaloni!!!!. Sai in fondo è un bravo ragazzo: bere, non beve, fumare, non fuma, pedalare, non pedala e le donne non le vede; ma cosa è che ti piace, nino? (da: Quien sabe?).
 
Si preparano gli altari e le braci per compiacere e ringraziare le divinità delle buona sorte. Geox e Maxxis per le mancate forature, Shimano e Sram per la solidità delle catene e dei cambi, Avid e Hayes per le frenate, Rock Shok e Manitou per le forcelle.
In un “libiam ne’ lieti calici” si celebra la vittoria. Prima di accomiatare le truppe e distribuire il bottino, i Centurioni delle tre principali centurie (Oca Selvaggia, Mezza dozzina più o meno 1, Campari) salgono sulla collina e urlano al cielo: “… e quelli che verranno dopo di noi ricorderanno che al mondo sono esistiti i KM, le bici KM… e il Cuore KM. Ave Massimo Anso! (da: L’ultima legione)”.
 
 
Driin…driin..driin…accidenti cos’è? Ahh la sveglia, è lunedì mattina….ma allora è stato tutto un sogno?????
 

logo