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10/07/2010 - BORMIO - PASSO DELLO STELVIO

13/07/2010

Dopo tanti km e tante salite macinate con le ruote grasse eccomi, a seguito di un invito imperdibile  di alcuni amici, ad una prova/escursione su strada; la salita Bormio – Passo dello Stelvio.
20, 5 km di salita costante con pendenze medie del 7-8%, 1553 m di dislivello e arrivo a 2760 m … la famosa cima Coppi .
Eccoci quindi alle 5 del mattino, pronti per la partenza, si passa nei vari luoghi di ritrovo, si caricano le bici e via verso la Valtellina … ci sono già 24° ma non siamo preoccupati, “tanto andiamo al fresco” è il pensiero unanime!!!
Durante il tragitto si parla del più e del meno, ma tutto è incentrato sui vari aspetti della giornata ed eventuali varianti in corso, c’è anche chi azzarda un suo tempo massimo di salita (3 ore!!).
Breve sosta all’Aprica per una colazione tattica e poi via si riparte in direzione del nostro punto di partenza strategico, ossia Cepina, piccolo centro alle porte di Bormio tristemente famoso negli anni 80 per la tragica frana.
Alle 9 arriviamo e velocemente ci prepariamo, la temperatura (a quell’ora!!) è fresca per cui in previsione decidiamo di portarci dietro manicotti e mantellina antivento.
Alle 9,15 siamo già in sella ansiosi e pensierosi per la salita, rifornimento d’acqua fresca alla fontanella e via per un breve riscaldamento.
In breve tempo siamo a Bormio e qui incomincia la salita: azzeriamo i ciclocomputer e via si sale …ci sgraniamo subito, ognuno con il suo passo ognuno con la sua tattica.
La strada all’inizio è dolce e immersa nella vegetazione, ma dopo alcuni chilometri la vegetazione sparisce, incominciano le gallerie, i tornanti e la pendenza si fa sentire (punte del 14%), così come si fa sentire il caldo.     
Paesaggio spoglio, brullo con alcune macchie di prati interrotti da ruscelli e cascate … uno spettacolo!!!
    
Uno spettacolo purtroppo reso meno tale dall’elevato traffico; moto, auto, auto storiche (euro – 10), in poche parole abbiamo respirato più smog e polvere di ferodo che stando in città! 
Un vero peccato per la natura e … per la nostra salute!
Dopo 1 ora 42 minuti e 13 secondi comunque arrivo primo, esausto ma soddisfatto in cima seguito a ruota dal gruppo che nel frattempo si era notevolmente sgranato (l’ultimo in 2 ore 15 minuti quindi sotto le 3 ore preventivate … un ottimo risultato!!).
In cima trovo una concentrazione di automezzi, persone e negozi da far invidia a qualsiasi metropoli; Passo dello Stelvio = Time Square a capodanno !!!
       
Aggravante della giornata l’arrivo del Giro d’Italia delle donne.
Sotto il sole cocente (qui a 2760 m ci sono 36°!!!) facciamo una breve sosta per il pranzo e nel mentre pianifichiamo il ritorno: discesa veloce a Bormio e tentare la salita del Gavia (siamo stanchissimi) o comunque andare sino a S. Caterina Valfurva.
        
Foto di rito e si riparte o così sembra, infatti 2 carabinieri ci vietano la discesa per l’imminente (2 o 3 ore) arrivo del giro; 2 o 3 ore per noi non sono “l’imminente” per cui utilizzando la scusa delle foto ci allontaniamo e scendiamo (velocità massima raggiunta quasi 80 km/h); durante la discesa troviamo polizia e altri carabinieri ma nulla …
A 3/4 circa finalmente arriva il gruppone, si e no 50 atlete, con altrettante moto di scorta della Polizia di Stato (uno vero spreco di denaro, di uomini e di mezzi).
Arrivati a Bormio ci fermiamo per una sosta caffè, chiediamo informazioni sul tragitto per S. Caterina Valfurva e ci dicono che sono pochi km su una strada normale a fondo valle: proviamoci!!
Di buona lena ci rimettiamo a pedalare ma la strada seppur di fondo valle non ci sembra quella passeggiata di salute tanto elogiata dal barista, comunque abbiamo voluto le ruote quindi pedaliamo!!
Dopo 13 km e quasi 550 m di dislivello arriviamo sfiniti a S. Caterina Valfurva sotto il cartello stradale di inizio salita Passo del Gavia, ma Giove Pluvio impietosito di noi ci mette lo zampino.
In men che non si dica cambia il tempo e grossi goccioloni di acqua gelida ( un vero toccasana per la nostra pelle ustionata dal sole d’alta quota) ci costringono al rientro.
Giornata indimenticabile sia per l’aspetto ciclistico ma soprattutto per la compagnia, e sicuramente sarà di spunto per qualche nuova impresa su qualche altro passo dolomitico.
 
 
Pierre

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