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24 H di Cremona 2011 - 16-17/04/2011

25/04/2011

 
La mia prima 24 in solitaria la seconda in assoluto.
 
L'ho attesa da tempo nella speranza che non piovesse e che il meteo fosse clemente perchè è gia dura pedalare tante ore ma ancora piu dura è pedalare tante ore sotto la pioggia, ho quindi aspettato fino al 1 aprile per vedere le previsioni meteo ed il primo mi sono iscritto.
 
Da quel giorno è stata un attesa fibrillante, qualcosa che facevo per la prima volta ed oltremodo dura ed impegnativa.
 
Sapevo che per altri impegni non potevo partire alle 14 del sabato ma che sarei potuto partire verso le 20.30 della sera.
 
La sera del venerdi ero gia andato a montare la tenda in modo da gudagnare tempo il sabato e infatti, il sabato arrivato intorno alle 19.45, tra preparativi, vestizione, e altro pensavo di partire con la luce del sole ed invece iniziava ad imbrunire e vero le 8.30 sono partito con le luci gia accese.
 
La sensazione era strana, ben sapendo che gia oltre 6 ore di gara sono già trascorse, i primi giri quasi al buio sono particolare perche fare un percorso al buio per la prima volta non è facile.
 
I primi due giri ho preso confidenza con il percorso, poi cercando di recuperare le sei ore perdute ho tirato un pochino per un paio di giri ma poi ho mollato un po l'andatura perche le ore erano tante, i solitari non erano tutti sul circuito quindi ho cercato di recuperare anche un po di giri alemno per non essere l'ultimo.
 
Ormai la notte è arrivata e l'atmosfera è surreale, tratti al buio che si incorciano con il percorso di ritorno come due binari paralleli e le luci di bikers in fila indiana che si muovono all'unisono in un silenzio che ti permettiva di sentire il rumore delle ruote. dei bikers risucivo ad intravedere solo le luci, anche di quelli che spediti mi arrivavano alle spalle e che lasciavo passare.
 
Non potevo fare a meno di guardarmi intorno, di alzare gli occhi al cielo e vedere la luna piena che mezza coperta dalle nuovole timidamente illuminava le parti aperte del percorso e le luci della mia bike che penetravano la polvere sabbiosa che si sollevava al passare deglii altri bikers che andavano a mille.
 
Io non puntavo a classifica o altro cercavo solo di, come obbiettivo, superare e conoscere i miei limiti di resistenza e contemporaneamente cercavo di godermi il momento e le sensazioni, di sentire il rumore delle mie ruote, dell'aria che mi sferzava, ogni tanto riuscendo a chiacchierare con qualche biker.
 
Ogni 2 ore circa mi fermavo per fare un piccolo recupero e riempire la borraccia e poi ripartivo subito. Il percorso era davvero ben fatto alcuni tratti ben pedalabili anche di notte, ma il tratto dei sabbioni era davvero malefico, al primo passaggio mi sono impiantato nella sabbia per fortuna senza farmi male, al secondo passaggio ho provato ma non riuscivo a pedalarlo tutto perche alcune parti dure riuscivo ma alcuni avvallamenti proprio non riuscivo, allora ogni volta che arrivavo ai sabbioni dovendo fare quei 30 metri a piedi mi fermavo per "una telefonata" e mentre ero li ne vedevo molti arrivare e cadere ritirarsi su, imprecare e ripartire di corsa, anche la mia compagna di associazione nonche vincitrice Astrid De Rosa arriva sparata cade, impreca perche gli si è staccata la batteria delle luci e non si riesce a rifissarla e ho cercato di aiutarla ma non avevo nulla con me, la vedo riaprtire e 10 mt più avanti ricadere arrabbiarsi ma non mollare e ripartire, una grande grinta per una grande donna.
 
Dopo i sabbioni si faceva una salitella molto ripida ma corta e poi si ripartiva per una serie di single trek ed un toboghino che farli di notte sembrava di stare al luna park essendo questi due tratti illuminati con le luci intubate e quindi nella notte si vedeva anche da lontanto un passaggio davvero oserei dire poetico, poseia che però a volte veniva interrotta da pochi bikers che non chiamavano il sorpasso e ti sfrecciavano talmente vicini da farti quasi cadere.
 
Nel mio girare notturno ho visto un paio di bikers infortunati prontamente soccorsi da una organizzazione che oserei dire quasi perfetta in quanto ad assistenza sul percorso. alla quarta ora faccio un'altra pausetta e poi riparto con l'obbiettivo di girare ancora un paio di ore anche perche la mi giornata era stata già faticosa ed intensa essendomi svegliato al mattino presto senza aver tempo di recuperare.
 
Riparto per ancora due orette, ormai il percorso è ben memorizzato, c'e' l'ultima doppia discesina prima del traguardo che mi piace da morire corta ma ripidissima che io pero faccio sempre laterlamente sull'erba perchè il canale si è scavato ed ho paura di non aver tenuta.
 
Altro tratto che mi piace da morire è uno strappo in salita di circa 3metri ma con una pendenza penso dell'80% che va presa di slancio, solo che ad un giro ho dato troppo slancio e sono uscito dalla salita praticamente in un drop (mai fatti) e solo con un colpo di reni sono riuscito a derapare ed a non cadere, questa volta ho pensato che mi sarei fatto male, invece no.
 
Continuo a girare e si sono ormai fatte le 3.30 e percorso 72 km con circa 6ore pedalate, l'umidita comincia a farsi sentire benche io sia ben coperto, mi ritiro, lego la bici (non si sa mai) e mi butto nel sacco pelo con il quale affronto una lotta le successive 3.5 ore essendosi sganciata una zip laterale mi entra aria fredda. Tra un rigiro e l'altro provo a dormire con fatica, quando riapro gli occhi sono le 7, mi alzo mi vesto, vado al ristoro dei solitari mangio una brioche, bevo un cappuccio e alle 7.30 mi rimetto in gara.
 
Guardo prima il tabellone, quando sono partiro ero ultimo quando avevo smesso avevo recuperato 6 posizioni con 11 giri, avendo circa 6.30 ancora a disposizione mi ripropongo di fare almeno altri 11 giri.
 
L'aria è tersa, umida, per fortuna la mia antivento fa bene il suo lavoro, certo girare con la luce del sole sarà forse meno poetico ma è più efficace.
 
Cerco di tenere duro pe le restanti ore ma più aumentano i km fatti pi si fa fatica, non solo a livello muscolare, ma anche articolare come polsi, gomiti e spalle, per non parlare del culo e dell'inguine irritata.
 
Il bello di queste endurance che mentre pedali trovi si il tempo per chiacchierare ma torvi molto tempo per restare solo con te stesso e per pensare ma anche per ascoltare ciò che ti sta intorno, per percepire ogni particolare che ti circonda anche visivamente e fissarlo nella mente e negli per poterlo ricordare e raccontare.
 
Il tempo passa verso le 11.30 faccio l'ultima pausa rifocillatoria con un bel piatto di pasta e poi si riaprte fino alla fine, l'ultimo giro lo faccio sciogli acido lattico con un rapporto molto leggero, ormai è l'ultimo giro e nel mio molto piccolo mi sento orgoglioso di ciò che ho fatto, alle 13.50 circa passo per l'ultima volta il traguardo con 142 km fatti, 16 posizioni recuperate e 24 giri fatti. La mia prima 24 ore a quasi 50 anni è stata una esperienza non dico unica ma sicuramente bella e particolare con la certezza che vorro riprovare a farne un'altra per intero. come ho già detto ho visto una bella atmosfera, tranquilla, una buona organizzazione e controllo della gara, il ristoro un po sguarnito ma comunque c'era.
 
Il prossimo anno sicuramente tornerò.
 
Arturo 
 

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