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MAX E GLI AMICI DI BERBENNO IN VALTELLINA

16/08/2011

Finalmente verrebbe da dire, finalmente perché giove pluvio ha dato una tregua ci ha permesso di fare la tanto attesa escursione in Val Viola.
Finalmente perché il Biciclub Berbenno ha organizzato un'uscita avendo come Ospite il Presidente Max Ansoldi , specifico che in tutte le altre uscite in Alta Valle era Max che ci dava le dritte e ci "accompagnava". Dopo queste dovute specifiche di apertura passo al riassunto della giornata.
Giornata di sole e di cielo azzuro come l'Alta Valtellina sa regalare, gruppo molto eterogeno con ottimi pedalatori, signore al seguito anch'esse con le loro mtb.
Ritrovo  e si parte e subito ci si divide, un gruppo capitanato da Remo che segue la strada classica ma trafficata in direzione Torri di Fraele, un altro gruppo opta per una più lunga ma meno frequentata.
Ci si ritrova tutti all'incrocio con la decauville per Arnoga, ricompattato il gruppo al quale si sono aggiunti  diversi amici che hanno preferito un approccio più soft.
La strada che ci porta ad Arnoga è interrotta da  una sosta per una foto, una sosta ad  fontana dove reintegrare le scorte idriche ed una sosta  dove "svuotare" le scorte idriche. Durante la passeggiata Max ci allieta con le sue battute e ci informa sulla REPENTINA RIPRESA FISICA di  PIERRE (forza Pierre ci si vede in val Rendena!!!!).
Al termine di  questa amena  passeggiata ci troviamo ad affrontare il tratto più ostico della giornata. L'ASCESA in VAL VIOLA. Dopo un primo tratto tutti assieme, dove le chiacchere si riducono al minimo indispensabile per mantenere nei polmoni quanta più aria possibile per ossigenare gli stanchi muscoli,  i più forti ed atletici  emergono e cominciano a lasciarsi alle spalle il gruppo fulcro della scampagnata. Lasciamoli andare, sono giovani e non hanno sprecato le loro energie in doveri coniugali nelle ore della notte precedente.  Anche così si procede di buon passo e tra un piede a terra per tirare il fiato, una foto ad un paesaggio particolarmente suggestivo ed un attimo di "cristiana" attesa di chi è rimasto attardato si arriva alla BAITA ALTUMEIRA a 2116 metri di quota, baita che sarà il nostro punto di appoggio per il meritato pranzo.
 
       
 
All'arrivo ci attendono i vari componenti dello staff che stanno pranzando. Tale mossa taglia le gambe ai più, sul desco imbandito vediamo e sentiamo profumi di : COSTINE AL LAVECC (tipica pentola in pietra ottima per cucinare) salsicce alla griglia, polenta e vino.   Data l'ora, date le due ore e trenta di pedalata, poiché  dalla colazione di ore ne sono passate diverse lo stomaco e le gambe reclamano a gran voce quanto a loro dovuto:  proteine e carboidrati.  Ecco che dagli zaini e dalle tasche escono barrette ed integratori vari e lasciamo al personale "l'orrendo desco" di carni di maiale e di polenta taragna strabordante di grassi insaturi.  A dire il vero qualcuno ne approfitta e zitto zitto si spara nella panza un'ottima focaccina, il colpevole dell'orrendo "delitto" indossa una divisa color oro ed una scritta KULAMULA RACER sulla terga, chi sarà mai???
 
               
 
Alcuni si fermano definitivamente adducendo le più strane motivazioni, l'altezza mi da alla testa, domani ho un'altra passeggiata da fare e non voglio stancarmi troppo, andate andate la conosco già la zona, ne approfitto per prendere il sole fin che c'è ecc.ecc.
Va da se che a gruppi e/o coppie lasciamo la baita per continuare il tragitto verso il rifugio di Val Viola ed il sovrastante passo Viola che fa da confine con la vicina Confederazione Elvetica.  Si tratta degli ultimi 340 metri di dislivello che si affrontano lungo una carrareccia larga e con un attimo fondo che ammorbidisce un po' la fatica. Per chi arriva in cima a circa 2.455 lo spettacolo che gli si apre davanti agli occhi è sempre molto emozionante. Qui giunti dopo una serie di dovute foto ci si diverte in discesa per rientrare alla Baita ALTUMEIRA per il pranzo.
Il gruppo è tutto raccolto intorno a due tavoli, antipasti, sciat ed insalata (titpico piatto valtellinese, chiedete a Max per le specifiche!!!), carni alla griglia, polenta e formaggio oltre ad alcune bottiglie di "ottimo" vino fanno da degno coronamento a questa giornata, certo siamo solo a metà ci attende la discesa ma, con lo stomaco pieno ed il vino in corpo, tutto sembra più facile.
Dopo l 'ammazza caffè si richiudono, a fatica, le zip delle antivento e dei gilet, zaini in spalla e via verso valle. Verrebbe da pensare che la discesa non provochi momenti di difficoltà ma, alcune componenti del gruppo meno avvezze all'uso della mtb, trovano modo di dar "spettacolo" nell'affrontare alcuni single track scelti dall'amico Silvio per riportarci a casa. 
Ormai siamo al punto di arrivo, ci si saluta, salutiamo Max con la promessa di "riportarlo" l'anno prossimo a percorrere un itinerario a lui sconosciuto(!?!?!?!) e con il dubbio di qualcuno del gruppo per come fare ad andare a recuperare l'auto lasciata alle Torri di Fraele 1885 metri mentre noi siamo a 1225. (vedi scheda allegata Torri di Fraele da Bormio)
  Lunghezza: 12,8 km. 
. Quota partenza: 1225 metri
. Quota arrivo: 1885 metri
. Dislivello: 660 metri
. Pendenza media: 6,10 %
. Pendenza massima: 9,00 %
Per la risoluzione del problema e per sapere come è andata a finire chiedete a Gianni ed a Paolo.
ALLA PROSSIMA.                 
IVANO (Biciclub Berbenno)

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